Gestione affitti brevi · Roma
I tetti di Roma visti dall'alto: coppi di terracotta, terrazze con le piante e antenne, e in fondo la cupola di San Pietro sopra la città

La gestione · 04 di 04

Quello che mi chiedono tutti

Le domande che mi fanno i proprietari prima di darmi le chiavi, con la risposta che do io.

Foto Michael aus Halle, CC BY-SA 3.0

0

Giorni di preavviso

Smetti quando vuoi. Nessuna durata minima, nessuna penale.

20%

Solo se incassi

Se non entra niente, non prendo niente.

1

Giorno lavorativo

Dopo il check-in Airbnb paga te e paga me, ciascuno la sua parte.

Tre domande

Libertà e uso della casa

Posso smettere quando voglio?

Sì. Non c'è una durata minima, non c'è un preavviso da rispettare e non c'è nessuna penale. L'annuncio è già sul tuo account, quindi non devi nemmeno spostare niente: smetti e basta.

L’annuncio e le recensioni restano tuoi
Posso usarlo io quando voglio?

Sì. Blocchi le date che ti servono e in quel periodo l'appartamento è tuo. Basta avvisarmi con un po' di anticipo, così non ci sono prenotazioni già confermate.

E se preferisco un affitto fisso al mese?

Faccio anche quello. Prendo io la casa in affitto, con un contratto registrato e il tuo consenso scritto ad affittarla ai turisti, e il canone ti arriva ogni mese, anche quando la casa è vuota.

La cifra fissa è la mia scommessa: se la casa rende più del previsto il di più è mio, se rende meno il rischio è mio. L'annuncio è mio, e la casa torna libera alla fine del contratto.

Con la gestione è il contrario: prendo il 20% di quello che entra davvero, l'annuncio resta tuo e smetti quando vuoi. Quale conviene dipende da cosa vuoi dalla casa.

Affitto o gestione: le due strade

Due domande

Incassi e pagamenti

E se non arrivano prenotazioni?

Se non entra niente, io non prendo niente: guadagno solo se guadagni tu. Nel primo mese l'annuncio parte senza recensioni e si riempie più lentamente. È normale e succede a tutti.

Come mi paghi, e quando?

Non ti pago io: ti paga Airbnb. Sul tuo annuncio imposti il mio 20% come compenso del co-host, e da lì in poi Airbnb paga te e paga me, ciascuno la sua parte, entro il giorno lavorativo successivo al check-in dell'ospite. Non c'è nessun bonifico mio da aspettare, e non c'è nessun momento in cui i tuoi soldi passano dalle mie mani.

Quell'impostazione sta sul tuo account e la controlli tu: la cambi o la togli quando vuoi, senza chiedere il permesso a me. È lo stesso motivo per cui non ti faccio firmare un vincolo.

E i conti non me li devi chiedere: l'annuncio resta tuo, quindi ogni prenotazione e ogni importo li vedi in tempo reale. Prendo il 20% su quello che entra, e se non entra niente non prendo niente.

La commissione e ciò che comprende

Quattro domande

Ospiti e pratiche

Se un ospite rompe qualcosa, chi paga?

Un'assicurazione mia non c'è e non te la vendo. Quella che c'è è di Airbnb, si chiama AirCover, ed è inclusa in ogni prenotazione fatta lì senza che nessuno la paghi.

Le cifre Airbnb le scrive in dollari: fino a 3.000.000 USD se un ospite rovina casa tua o quello che c'è dentro, fino a 1.000.000 USD se un ospite si fa male da te. E scrive anche, nero su bianco, che la protezione danni non è una polizza assicurativa: è una garanzia che entra in gioco solo se prima l'ospite si rifiuta di risarcirti. Vale sulle notti prenotate su Airbnb. Quelle prenotate altrove sono scoperte, e preferisco dirtelo io adesso.

Il mio lavoro sta prima e dopo. Prima: scelgo chi entra, e nella pratica è il filtro che conta più di qualunque massimale. Agli ospiti chiedo una cauzione. Dopo: se succede qualcosa la richiesta la apro e la seguo io, entro 14 giorni dal check-out. L'annuncio è tuo, quindi il rimborso arriva a te. A decidere è Airbnb, non io: questo non posso prometterti come va a finire.

Quanto ci metti a rispondere?

Rispondo io, a qualunque ora. Non c'è un turno che finisce e non c'è un centralino che apre alle nove. Gli ospiti degli appartamenti che gestisco lo scrivono nelle recensioni, e sono pubbliche: puoi controllare prima di fidarti.

Il condominio può vietarlo?

Il regolamento condominiale può vietare gli affitti brevi solo se è un regolamento contrattuale, accettato da tutti i proprietari, e se il divieto è scritto in modo esplicito. Una delibera assembleare a maggioranza non basta. Se hai dubbi mandami il regolamento e lo leggo io.

Serve il CIN?

Sì. Per legge ogni immobile destinato alla locazione breve deve avere il Codice Identificativo Nazionale, che va esposto negli annunci. Serve anche il CIR della Regione Lazio. Se non li hai, la pratica la seguo io: è compresa nel 20%.

L'ordine conta, ed è il pezzo che nessuno spiega: prima il Comune, poi il CIR della Regione, e solo alla fine il CIN. Il CIN in sé è la parte veloce — si chiede online sulla banca dati del Ministero e arriva in poco tempo. Se il CIR ce l'hai già, siamo a un passo. Se non ce l'hai, i tempi li dettano Comune e Regione, e quelli non li decido io.

Come preparo l’appartamento e l’annuncio

Dimmi dov'è il tuo appartamento

Ti dico cosa può rendere e cosa farei io. Senza impegno, senza contratti da firmare adesso.

Oppure lascia i tuoi recapiti